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Play Verdi 4et


 

Giovedì 21 maggio, fino ad esaurimento posti, Play Verdi Quartet con Nicola Puglielli, chitarra, Andrea Pace, sax, Piero Simoncini, basso, Massimo D'Agostino, batteria. Un viaggio tra i preludi del grande Maestro Giuseppe Verdi.
 
Alla dimensione sonora "fondativa" del melodramma faceva riferimento il padre di Nicola Puglielli, Emilio, architetto, vicino al Gruppo '63, dialogando con un figlio che cercava una sua strada attraverso il jazz. Da questo spunto il chitarrista-compositore romano, nel Bicentenario Verdiano e con la piena complicità del gruppo con Andrea Pace, Piero Simoncini e Massimo D'Agostino, affronta il repertorio di Verdi.
C'è, sottintesa, la sfida di rendere "standard" pagine operistiche, così come il jazz ha fatto per decenni con brani dei musical.
Nasce in questo modo "Play Verdi. Un viaggio tra i preludi del Grande Maestro", itinerario intessuto di pazienti trascrizioni, elaborati adattamenti ed arrangiamenti di Puglielli e del sassofonista Andrea Pace, di prove minuziose, fiducia collettiva in un progetto tra tradizione e modernità.
 
In generale l'approccio, ha precisato Puglielli, è stato quello di rispettare il più possibile la polifonia e l'impianto verdiani aprendo dove si pensava possibile a delle improvvisazioni, mantenendo gli accordi originali, a parte la sinfonia della Luisa Miller dove c'è il blues nel solo di sax e l'anatole in quello di chitarra, con avvertibile la lezione di Coltrane.
 
Impresa titanica e di profondo amore: passare dall'orchestra operistica al quartetto jazz rileggendo preludi, sinfonie e ouverture, tra l'Aida e La forza del destino.
Le strategie usate sono diverse: dal rispetto letterale dei temi all'immissione di ritmi "altri", come la bossanova in Stiffelio, dallo swing e dal modalismo innervati in Simon Boccanegra alla progressiva jazzificazione delle melodie di Un ballo in maschera.
Ci vuole tempo per entrare nella delicata poesia di tale operazione, ci vuole umiltà nel riascoltare i gioielli verdiani per poi seguire il Play Verdi Quartet. Così si apprezza con quanta finezza e maestria si possa rendere Giuseppe Verdi un contemporaneo.
 
"Integrare la dinamica e l'agogica dei brani in esame, oltre che adottare le forme articolate, ci è sembrato interessante per ampliare l'orizzonte espressivo della performance jazzistica più che divenire un ennesimo esercizio di stile". Nicola Puglielli
 
 
giovedi 21 maggio ore 21
PLAY VERDI 4TET
Un viaggio tra i preludi del grande Maestro
Nicola Puglielli chitarra
Andrea Pace sax
Piero Simoncini basso
Massimo D'Agostino batteria
Ingresso libero fino a esaurimento posti