
PROGRAMMA 1. Collaboratrici domestiche non regolarizzate a Napoli: le Moresche di Orlando di Lasso (1552). Giovedì 4 marzo 2010, ore 19. 2. False identità di immigrati clandestini in Sicilia: Moro per amore di Alessandro Stradella (1681). Giovedì 11 marzo, ore 19. 3. Schiamazzi di extracomunitari in luogo pubblico: le Sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti (1721-57). Giovedì 18 marzo, ore 19. 4. Salotti sovversivi a L’Avana: le Danzas cubanas di Ignacio Cervantes (1857-99). Giovedì 25 marzo, ore 19. 5. Elusione del diritto d’autore tra gli italo-americani di New York: i contrafacta di Joe Venuti (1926-33). Martedì 30 marzo, ore 19. 6. Prove di intesa con il nemico anglosassone a Roma: la Partita per orchestra di Goffredo Petrassi (1932). Giovedì 8 aprile, ore 19. 7. Messaggi in codice e trame massoniche a Harlem: la Liberian Suite di Duke Ellington (1947), parte 1ª. Giovedì 15 aprile, ore 19. 8. Messaggi in codice e trame massoniche a Harlem: la Liberian Suite di Duke Ellington (1947), parte 2ª. Giovedì 22 aprile, ore 19. 9. Archivi segreti di un latitante a Roma: i nastri di Umberto Cesàri (1960-92). Giovedì 29 aprile, ore 19. 10. Attività antiamericane e riti satanici a New York: Jim Crow di Eric Dolphy (1963). Martedì 4 maggio, ore 19. 11. Attività filoamericane e riti di santería a L’Avana: le pagine per chitarra di Leo Brouwer (1957-99). Martedì 11 maggio, ore 19. 12. Inquietanti manipolazioni genetiche a Chicago: Nonaah di Roscoe Mitchell (1974-77). Giovedì 20 maggio, ore 19. | | 
Nuovo appuntamento, giovedì 11 marzo, alla Casa del Jazz per il ciclo di conversazioni “Frontiere” con il tema, False identità di immigrati clandestini in Sicilia: Moro per amore di Alessandro Stradella (1681) Come già l’anno passato, Frontiere porta direttamente alcuni risultati dal fronte più avanzato della ricerca musicologica a un pubblico desideroso di informazione chiara e corretta, anziché delle leggende e dei miti correnti. I temi trattati in Frontiere vanno al di là del jazz. Esso viene inquadrato nel più vasto campo delle musiche di discendenza africana, che sono antiche come l’umanità e di cui il jazz è un grande ramo. Le dodici conversazioni, con ascolto di esempi musicali, alcuni rarissimi o inediti, sono tenute da Marcello Piras, musicologo che da anni vive nelle Americhe e per il resto non tiene più conferenze in Italia. Frontiere rappresenta quindi una rara occasione per conoscere dalla sua viva voce i risultati dei suoi studi. 
Con il patrocinio della SidMA, Società Italiana di Musicologia Afroamericana |